"Last look to the presents"


"Ultimo sguardo ai presenti"


 

 
SaraDeFlorio (c) 2006
Significato
In quest'opera ho raffigurato l'espressione di uno sguardo, lo sguardo che vidi sul volto di mia madre, prima che morisse.
Uno sguardo che significava forse nulla, o forse consapevolezza di essere in fin di vita.
E' questo l'amaro e doloroso dubbio sul quale riflettevo, sull'inquietudine che quello sguardo rappresentava, in quell'istante di dolore e di riflessione sul significato e l'impatto della paura della morte subliminata in beffa che si distorce in grottesco.
 
Le mie influenze sono state l'interesse per l'arte e l'espressionismo, e principalmente l'evento reale accaduto nel 2006.
Voglio che sia chiaro che ciò di cui ho scritto è già accaduto e non vi è alcun motivo perchè si ripeta in altra gente, neanche in riferimento al mio dipinto "Dentro una morte".  
Blog: Tutto..

Nel 2007 scrissi un blog sul mio profilo "www.myspace.com/espressioni", che cominciava all'incirca con queste parole:
 
 
"..tutto...tutto cominciò con lui.. lui era un dipinto, uno sguardo...l'ultimo che vidi sul volto di una persona cara, prima che lasciasse questa esistenza..
ho visto il sangue.. ho registrato la sua voce (agonizzante) e non so se avrò il coraggio di riascoltarla.."
 
Denuncio tutti coloro che hanno usato queste mie parole, come se fossero al mio posto, registrando la mia voce, come se io fossi mia madre, violando la mia arte, violando la mia privacy da internet, violandomi psichicamente, inserendo, audio, video, foto, nella mia mente, ed impedendomi di pensare con la mia vera testa.
Non autorizzo nessuno a registrare la mia voce senza il mio permesso.
Ed inoltre non é consentito usare una registrazione come madre (o padre).
Quando scrissi che avevo registrato la voce di mia madre agonizzante, non intendevo dire che la 'registrazione' mi fosse 'madre'.
 

dettagli tecnici e mia esperienza di artista
Realizzai il mio dipinto nell'ottobre 2006, dopo la morte di mia madre avvenuta ad agosto di quell'anno, decisi di dare sfogo ai ricordi inquieti che si susseguirono, provando ad esprimerli con l'arte.
Non feci alcuna bozza disegnata. Dipinsi tenendo a mente il mio ricordo dell'ultima volta che la vidi con gli occhi aperti nel letto di ospedale.
Poco meno di un anno dopo mi aprìi un account su MySpace e decisi di pubblicare queste mie piccole espressioni artistiche.
 
Scrissi quel blog del 2007 per bisogno di comprensione e per esprimere la mia gratitudine verso il fatto che quell'evento fu uno dei motivi che mi indussero a dedicarmi piu' spesso alla pittura. Coincidendo con la mia presa di coscienza che esprimendomi artisticamente riuscivo a compensare una parte di me che in qualche modo veniva repressa. A crearmi uno spazio personale tutto mio.. (lungi dal voler violare il "the place for friends" del www.myspace.com di Tom.)
Essendo per me stato una specie di nuovo inizio lo definìi "tutto", scritto in modo spontaneo, (che non vuol dire senza freni inibitori ed accuratezza), ma era solo in riferimento alla pittura ed al benessere che vi avevo trovato nell'esprimermi assiduamente attraverso di essa. In realtà si trattava solo di un modo di dire..
..e non vi è nessuna intenzione di coinvolgere altra gente a vivere o rivivere in queste parole, in questa mia espressione, in questo mio dipinto, immagine...
..perchè anche se si trova in un luogo pubblico questo sito, tratto temi personali.. e ciò che è personale va rispettato, ovunque.


Il dipinto lo cancellai all'incirca nel maggio 2009, ricoprendolo con colore celeste, e tra agosto e settembre dipinsi su

"zuhause"

.

 
 
Poi dal 2014 cominciai a ridipingere sulla tela "Last look to the presents", cancellando "zuhause". Procedetti con cautela per rendermi conto se ciò non causasse danni non previsti.
"zuhause" l'ho ridipinto su di un'altra tela all'incirca tra il 2017 e 2018.
disambiguazioni
Quando dico mia madre mi riferisco alla mia vera madre, non a persone che vengono chiamate con quell’appellativo in modo simbolico. Per esempio, non mi riferisco a chi ho chiamato per scherzo “my mother”, ironizzando sul fatto che sembrava volermi insegnare qualcosa.
 
In questi anni trascorsi qualcuno ha insinuato erroneamente che si trattasse di una persona di sesso maschile, intesa come se con l'arte mi creassi un amante che mi faccia da partner, e addirittura della "mia parte maschile"!!.. che ovviamente non esiste perchè sono femmina e non ho mai desiderato cambiare sesso..
Ma credo di sapere da dove provenga questo equivoco, semplicemente dal fatto che in uno dei miei libri c'è una copertina fatta da un tale dal nome "Duarte", che è stato frainteso con "Du arte", in cui Du in tedesco vuol dire "tu" e quindi "tu arte", di nome Vitor.
Quindi no, non voglio che tu sia la mia arte.
 
Altro equivoco da smentire é che tali parole che scrissi nel blog, fossero la premessa ad un nuovo "tutto" che avrei cominciato successivamente, secondo qualcuno dopo il 2009, dando la possibilità ad un uomo che avrebbe fatto la parte del "lui", con il quale sarebbe dovuto "tutto" cominciare...
 
per me è stata un'esperienza raccapricciante perchè ho vissuto per 15 anni da "fake" creato digitalmente al fine di ottenere "l'uomo che non sono mai stata"!!!.. Un vero incubo per me, dover rinunciare alla vera donna che ero,
madre, artista, ai miei ricordi felici, etc.
Voglio quindi ricordare che non intendo ancora dare la possibilità a nessuno di riciclare la mia esperienza per creare il "tutto" altrui, soprattutto senza il mio permesso.
 
Smentisco anche la teoria secondo cui questa figura di questo dipinto sia nel dipinto "Risata isterica" divisa in parti.
 
Negli anni scorsi sono stati creati inferni ed ingiustizie e la cosa più saggia da fare è
 
c a n c e l l a r e g l i i n f e r n i.
 
Non temete, voi che avete temuto... questo dipinto non l'ho realizzato per "ammazzare" qualcuno, ma neanche per essere profanata da violatori del mio mondo interiore emotivo ed artistico, ma per esprimere i miei sentimenti umani di donna e artista.
La vostra è una distorsione del mio ricordo di ciò che pensai divertita quando, finito il dipinto, scelsi un posto in cui appendere il quadro e scelsi l'ingresso di casa. Poi feci caso al fatto che se fosse arrivato qualcuno a farmi visita, entrando dalla porta si sarebbe trovato proprio di fronte questo dipinto appena entrato, e immaginando la probabile reazione, considerai ciò divertente.  
Il lui al quale mi riferivo era uno sguardo, lo sguardo di mia madre quando agonizzava nel letto di ospedale tra il dolore e gli effetti collaterali degli antidolorifici, non una persona di sesso maschile.
Questo dipinto, espressione artistica, non ha alcun riferimento sessuale o a zone genitali.
E voglio sfatare qualsiasi allusione e/o interpretazione che, in riferimento ai colori, ha associato tale raffigurazione alla Germania, e alla scomparsa del mio passato, o addirittura quello della Germania..
 
La cancellazione e le modifiche che ho realizzato dopo il 2009, non variano questo significato, ma sono state per me rimedi di emergenza che ho effettuato quando ho visto modificata la realtà esterna e l'ho temuta. Non desideravo affatto vedere il mondo con occhi altrui e dal punto di vista della paura.
Se l'avessi saputo prima, delle conseguenze non gradite, non l'avrei cancellato.
Nessuno aveva ed ha il diritto di negarmi il diritto di esprimermi. Il mio diritto è di non subire ferite per ciò che esprimo.
Sia le espressioni che le modifiche, qualsiasi siano state le cause, le motivazioni e le influenze, sono sempre una mia scelta e proprietà intellettuale.
Le influenze e le motivazioni per cui qualcosa viene espresso o rimosso, non hanno la funzione di "gestire" ciò che esprimo dipingendo, scrivendo e facendo altre attività, a meno che io non abbia intenzione di cambiare idea su ciò che ho espresso.
Smentisco anche l'uso improprio della parola "ultimo" a scopo di violazione "introduttiva".
 
Inoltre, circa la parola del titolo “presenti/presents” ricordo che non ha un riferimento al tempo, nè a “presenze indesiderate”, o a mancanza di persone a se stesse: la motivazione per cui scelsi quel titolo consiste nel fatto che quando mia madre aprí gli occhi per l'ultima volta guardó i parenti che c'erano in camera, in ospedale, in visita che discutevano tra loro.
Quando mi sono iscritta in Aruba sulla tela c'era il dipinto "zuhause". Vorrei quindi rendermi conto se ci siano state interazioni o influenze con il portale.
Conclusioni
Non mi sono ancora tornate le mie sensazioni e percezioni e ricordi di questo dipinto. Sento sensazioni di umido e freddo stagnante in testa, non le avevo nel 2006.
Siete invitati a restituirmeli tutti i ricordi iniziali ed originali del periodo in cui lo realizzai 2006. Le vostre violazioni ed il vostro uso non autorizzato e le rispettive modifiche ed interpretazioni e personalizzazioni, non fanno parte dei contenuti che pubblicai inizialmente ed originali.
 
Spero di ritrovarmi in quest'ottica in cui la mia visione del mondo trovo confortevole, e di liberarmi dell' "intruso di turno" che negli anni passati ha tentato di impersonare il ruolo di questo dipinto. Spero di riavere il dovuto rispetto per ciò che ho espresso in quanto artista e reduce dall'immenso dispiacere di perdere la propria madre.
n.b.: queste parole non le ha scritte il dipinto bensì l'autrice del dipinto.

SaraDeFlorio

pagina aggiornata il: 19.10.2026
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